SBK Australia: Honda già in crisi nera

Nicky Hayden e Stefan Bradl lontanissimi dai primi nell'ultimo test Superbike a Phillip Island in vista del primo round di questo weekend

SBK Australia: Honda già in crisi nera
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Adriano Bestetti
Pubblicato il 21 feb 2017

Pessime indicazioni per il team Red Bull Honda World Superbike al termine del test Superbike di Phillip Island, ultima tornata di collaudi per i protagonisti del Mondiale SBK prima del round inaugurale della stagione 2017, in programma questo weekend sulla pista australiana (clicca qui per orari e copertura TV).

In sella alla nuova Honda CBR1000RR Fireblade SP2 2017 – che pure deve scontare comprensibili problemi di svezzamento – il confermato Nicky Hayden e il neo-acquisto Stefan Bradl hanno infatti terminato il test lontanissimi dai primi nella graduatoria dei tempi di Phillip Island: l’americano ha chiuso 14° a +1.407 dal best lap della “due-giorni” australiana firmato dal Campione del Mondo Jonathan Rea (Kawasaki Racing Team), il tedesco 19° a oltre 2″2.

Dopo che la prima giornata era andata in buona parte persa per via delle brutte condizioni meteo, Hayden e Bradl hanno cercato di completare il loro programma di lavoro nella giornata di ieri per conoscere meglio la loro nuova Fireblade SP2, ma il risultato del cronometro è stato subito impietoso e ben poco incoraggiante in vista del weekend di gare che inizierà tra tre giorni.

Una volta concluso il lavoro in pista, Nicky Hayden non ha fatto mistero delle grosse difficoltà che Honda sta incontrando all’alba di questa nuova stagione:

“Per fortuna oggi abbiamo avuto delle condizioni meteo molto migliori rispetto a ieri, ma siamo più o meno allo stesso punto dove avevamo lasciato a Portimao. Purtroppo non siamo ancora stati capaci di ridurre il gap dai primi come avremmo voluto, c’è ancora del lavoro da fare in termini di elettronica e guidabilità della moto.”

“Abbiamo anche verificato una certa mancanza di consistenza da un giro all’altro e questo non mi ha aiutato nel fornire un feedback adeguato alla squadra. Ora analizzeremo i dati raccolti per cercare di inventarci qualcosa in tempo per venerdì: dobbiamo concentrarci sugli aspetti positivi ed essere realistici sugli aspetti in cui abbiamo la maggiore necessità di migliorare, poi vedremo cosa succede.”

Anche Stefan Bradl non ha nascosto la sua insoddisfazione al termine del test di Phillip Island. L’ex-iridato della Moto2 sperava evidentemente in un inizio più agevole della sua carriera con le “derivate dalla serie”:

“Non possiamo essere soddisfatti di come sono andati i test. Sapevamo di aver bisogno di ogni minuto utile in questa due-giorni di test, ma per una sfortunata combinazione di circostanze non siamo riusciti trarne il massimo vantaggio. Il clima di ieri non ci ha certamente aiutato, ma anche noi siamo andati nella direzione sbagliata per quanto riguarda l’assetto della moto e questo ci ha fatto sprecare teampo.”

“Oggi abbiamo avuto un piccolo problema con l’elettronica che, ancora una volta, ci è costato del tempo prezioso questo pomeriggio. Una volta risolto, ormai era troppo tardi per migliorare il nostro tempo sul giro. Ci sono davvero tanti aspetti su cui abbiamo bisogno di lavorare: io e i ragazzi passeremo questi prossimi giorni analizzando i dati raccolti per elaborare un piano d’azione. Ora almeno abbiamo una qualche idea su ciò che deve essere fatto, quindi spero di riuscire a migliorarmi già durante il fine settimana.”

In mezzo a tanti “musi lunghi”, il Direttore Tecnico del team Pieter Breddels non ha potuto nascondere i problemi che, almeno per ora, sembrano tormentare la sua scuderia:

“Sapevamo che c’era un tanto lavoro da fare e il tempo di ieri non ha aiutato la nostra causa. Con Nicky abbiamo lavorato su molti elementi, ma abbiamo notato una certa incoerenza da parte della moto da un giro all’altro che non ci ha aiutato ad andare avanti con la messa a punto. Lui non è riuscito a guidare la moto come vuole, quindi dovremo lavorare su questo. Nel suo ultimo giro sembrava che potesse migliorare considerevolmente il suo tempo, ma è andato largo all’ultima curva.”

“Phillip Island è una pista che richiede una messa a punto particolare, molto diversa rispetto a Jerez e Portimão e così è diventato più difficile trovare il giusto set-up per Stefan e Nicky. Ci è servito molto tempo per trovare un qualche tipo di direzione da seguire e comunque abbiamo ancora tanto lavoro da fare. Abbiamo individuato qualche miglioramento nelle ultime uscite in pista, inizieremo da lì.”

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