Aprilia RSV 1000 "La Pili" by Kacerwagen

L'Aprilia RSV 1000 è una moto che di rado viene utilizzata come base per una special, ma Kacerwagen ha raccolto la sfida e ha trasformato la bicilindrica sportiva di Noale in un'elegantissima e sportivissima cafè racer

Aprilia RSV 1000 "La Pili" by Kacerwagen
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Manuele Cecconi
Pubblicato il 20 gen 2017

Aprilia RSV 1000, una moto nata dalla decennale esperienza della casa di Noale sui circuiti di tutto il Mondo. Nel 2003 il design delle prime due versioni, con il caratteristico stile ispirato agli aerei stealth, viene completamente rivisitato, e la sportiva veneta equipaggiata con il V2 Rotax si rifà totalmente il look.

Il propulsore, denominato V60 in virtù dell’angolo tra le bancate, è una delle più alte espressioni della motoristica a due cilindri di quegli anni: 998 cc per 143 galoppanti cavalli, erogati al regime di 10.000 giri. Tutto ciò su un peso di 185 kg: numeri ottimi anche per una bicilindrica attuale.

Non capita spesso, tuttavia, di vederla come base per una special: le supersportive di recente produzione sono complesse, infarcite di elettronica, con un gran numero di componenti che rappresentano una vera noia per qualunque customizzatore.

Tutto questo non deve aver però scoraggiato Jesùs, titolare di Kacerwagen, quando un cliente ha portato da lui la propria Apriliona chiedendo che venisse trasformata in una sportivissima cafè racer.

Gli unici vincoli stabiliti dal proprietario erano che la special avesse un telaietto posteriore tubolare e un look retrò: un gioco da ragazzi per il titolare di Kacerwagen, abituato a customizzare qualunque tipo di veicolo passi per le sue mani (su tutti, vecchie Volkswagen su cui si sfoga con assetti ribassati a swap motoristici).

Il problema principale, come prevedibile, è stato per Jesùs quello di occultare la miriade di fili, cavi, tubi che normalmente vengono nascoste dall’ampia carenatura della RSV 1000: lo spazio di manovra era davvero ristretto, ma grande ingegno e creatività egli è riuscito ad ottenere un risultato davvero notevole. Il circuito di refrigerazione, ad esempio, è stato completamente ridisegnato e riprogettato per scomparire sotto alle minimaliste sovrastrutture de “La Pili”, nome con il quale è stata ribattezzata questa special.

Il doppio trave in alluminio è stato sabbiato e riverniciato di nero, così come i cerchi e molte parti del propulsore: il telaietto posteriore orginale, come richiesto dal committente, è stato invece sostituito da una struttura tubolare realizzata artigianalmente in acciaio. Anche serbatoio, cupolino e codino sono opera di Jesùs: il primo è in metallo ma è ricoperto in fibra di carbonio, stesso materiale con il quale sono fabbricati i secondi.

La piccola sella, rigorosamente monoposto, è realizzata in pelle, mentre il fanale anteriore è un Valeo di provenienza Volkswagen.

I due grossi “tubi di stufa” che formano l’impianto di scarico della RSV 1000 sono stati rimpiazzati da un LeoVince GP Pro, un due-in-uno che termina in un tromboncino MotoGP-style.

Per finire, la livrea: il carbonio delle sovrastrutture è lasciato vista, e dà luogo a un’elegantissimo contrasto con l’oro delle componenti della ciclistica.

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