Il "popolo" del Mugello in marcia: solo per Valentino Rossi?

Tifosi italiani pronti ad invadere il Mugello per tifare Valentino Rossi e gli altri italiani: Iannone, Dovizioso, Petrucci, Bulega, Fenati, Bastianini, Antonelli, ecc.

Il "popolo" del Mugello in marcia: solo per Valentino Rossi?
Massimo Falcioni
Pubblicato il 18 mag 2016

Fra poche ore il “popolo” del Mugello si mette in marcia per raggiungere da mezza Europa il grande circuito toscano nel magnifico scenario appenninico dove il prossimo week end si disputa il GP d’Italia, sesto round del Motomondiale 2016. Non sono pochi i media che – storpiando storia e identità del motociclismo – definiscono sbrigativamente l’evento iridato con la dicitura “MotoGP”, come se le altre due categorie in programma (Moto3 e Moto2) non esistessero o fossero solamente una appendice di contorno, quasi un tappabuchi, e come se il campionato del Mondo di motociclismo non si fosse sempre articolato in varie cilindrate, ben sette nei momenti epici: 500, 350, 250, 125, 80, 50, side-car. Non solo.

Andando di semplificazione in semplificazione, dal motomondiale si passa alla MotoGP e dalla MotoGP si va diritti verso un solo nome, quello di Valentino Rossi, identificando in un solo pilota l’intero evento, tutto il Motomondiale. Nessuno può disconoscere né il valore né il “traino” – non solo mediatico – di un fuoriclasse assurto a mito quale è Valentino Rossi. Ma la stella del pesarese 9 volte campione del Mondo in lotta per raggiungere il titolo numero 10 brilla e ammalia fan e appassionati se inserita in un firmamento con altre stelle in cui si può vedere il diverso grado di luminosità. In altre parole, di giorno è il Sole ad affascinarci, ma di notte è la volta stellata brulicante di luci ad attrarci.

E’ una considerazione banale porsi questa domanda, cioè: Il “popolo” del Mugello invaderebbe comunque gli spalti del grande autodromo toscano per osannare una unica stella, quella di Valentino, trasformando la corsa che è una competizione-show fra attori diversi in un semplice show con un unico attore? Questo per dire che, senza nulla togliere a Rossi – anzi, per esaltarne vieppiù il valore – va apprezzato e va messo in risalto la partecipazione e il ruolo insostituibili degli altri piloti italiani (per primi Dovizioso e Iannone in MotoGP ma anche gli altri italiani in Moto3 e in Moto2), così come quello delle grandi Case italiane (in primis Ducati e Aprilia) e dei nostri numerosi e qualificatissimi Team in MotoGP, Moto3, Moto2, nonché le Aziende Sponsor.

Insomma, al Mugello c’è una “Grande Italia” che onora il motociclismo, lo sport, il Made in Italy, a livello internazionale. Idem per quel che concerne gli altri piloti non italiani senza i quali l’evento perderebbe gran parte del proprio appeal: che MotoGP sarebbe domenica senza Jorge Lorenzo, Marc Marquez, Dani Pedrosa ecc.? Motivo in più per prepararsi – specie se di fronte a una grande corsa – a un mega applauso per tutti i protagonisti, nessuno escluso, pur gridando “bravo, bravo!” al pupillo che ognuno si porta legittimamente e orgogliosamente nel proprio cuore. Sarebbe davvero bello – finalmente – prendere atto che anche in Italia si affollano gli autodromi non solo perché si ama un pilota consacrato – in questo caso uno straordinario Valentino Rossi – ma perché si partecipa a un inimitabile rito collettivo in nome di una forte e sana passione per il motociclismo tutto.

In passato, nell’era di Agostini “imperatore”, negli appuntamenti iridati a Monza o a Imola, il “popolo tricolore” impazziva per il 15 volte campione del Mondo ma al contempo tributava grandi omaggi ai suoi avversari (vincenti o perdenti): Hailwood, Redman, Read, Saarinen, Roberts, Sheene, Cecotto ecc. All’estero (TT dell’isola di Man, Nurburgring, Assen, Spa, Brno, Hockenheim, Sachsenring, Le Mans, Salzburgring, Abbazia ecc.) accadeva la stessa cosa, sempre. I fischi, gli sfottò c’erano anche allora e ci stanno… “bene” anche oggi. Serve però il senso della misura: per mantenere la proprio dignità e non cadere, oltre che nel pantano della curva sud del peggior tifo calcistico, nel ridicolo.

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