Africa Twin Adventure Sports: la nostra prova

Il brand alato presenta la nuova CRF1000L Africa Twin Adventure Sports, proprio in occasione del trentesimo anniversario del primo modello di Africa Twin 650 del 1988.

Africa Twin Adventure Sports: la nostra prova
davidezampana
Pubblicato il 27 ago 2018

Nel 1981, Honda partecipò per la prima volta alla Paris-Dakar, il raid più impegnativo al mondo. Cinque anni più tardi l’Africa Twin vinse la competizione conquistando le prime tre posizioni al traguardo, trionfando anche durante le successive tre edizioni. Un mito, una leggenda iniziata più di trent’anni fa con l’Honda XRV650 Africa Twin tornata a brillare di luce propria nel 2016 con la tanto attesa Honda CRF1000L Africa Twin.

Una moto entrata a far parte dell’immaginario collettivo di appassionati non solo, sia per le tante vittorie conquistate alla celebre Paris-Dakar, sia per le numerose moto che tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anni 90 circolavano nelle nostre strade. Dal 1988 al 2002 divenne popolare la prima versione iniziale da 650 cc e la successiva da 750 cc fino all’arrivo dell’Africa Twin da un litro.

Una moto dal successo indiscusso, soprattutto in Italia, paese con il record di vendite in Europa. Oggi il brand alato presenta la nuova CRF1000L Africa Twin Adventure Sports, proprio in occasione del trentesimo anniversario del primo modello di Africa Twin 650 del 1988 con una novità assoluta: la Honda CRF1000L Africa Twin con cambio automatico/sequenziale. Una delle moto da tenere in considerazione, i prezzi partono da 13.450 euro per la versione con cambio meccanico tradizionale, per arrivare a 16.400 euro per la versione avuta in prova con il nuovo cambio DCT.

Africa Twin Adventure Sports: come è fatta

Alla vista della nuova Honda CRF1000L Africa Twin DCT, salta subito all’occhio la mancanza del pedale del cambio e della leva della frizione sul manubrio, mentre spostato decisamente più avanti per evitare errori durante la guida, la leva del freno a mano che agisce sull’impianto frenante posteriore. Il segreto nella facilità di guida sta nelle geometrie del telaio e nella posizione di guida.

Relativamente bassa la seduta, sono disponibili tre diverse altezze per la sella, con il manubrio comodo e largo insieme ad un serbatoio ampio tanto da proteggere le gambe dal freddo nei lunghi tratti e decisamente utile anche nelle curve più strette quando dobbiamo spingere con l’interno coscia sul serbatoio per far girare la moto. Il parabrezza è alto per proteggere pilota e passeggero dal fastidioso vento nei lunghi tragitti autostradali. La sua forma non sfigura affatto sulla moto, anzi le dona un carattere aggressivo e avventuroso così come i roller bar, optional, sui fianchi della moto, belli esteticamente e funzionali, soprattutto nella guida off-road.

I gruppi ottici sia anteriori che posteriori sono completamente a LED, così come la strumentazione. La versione dotata del nuovo DCT però non sfoggia solo alta tecnologia, infatti a parte il cambio, è la stessa identica moto della versione con il tradizionale cambio meccanico e il propulsore da 1000 cc bicilindrico in linea capace di erogare ben 95 CV a 7.500 giri/min, il tutto inglobato in una ciclistica che rende la guida dei questa “cavallona” davvero facile per tutti e molto, molto piacevole.

Africa Twin Adventure Sports: come va

Vedendola dal vivo si ha l’impressione di trovarsi davanti ad una moto complicata da gestire, ma basta salire in sella per rendersi subito conto che non è così. La moto è alta, vero, ma languida non è ne pesante e né impacciata, tutt’altro. Grazie alla ciclistica di cui è dotata la nuova CRF1000L Africa Twin è estremamente maneggevole sia nel traffico cittadino, dove si è dimostrata molto agile, sia nel tratti extraurbani dove grazie alla copertura dal vento e alle dimensioni delle ruote, 21” all’anteriore e 18” al posteriore, copia bene tutte le asperità dell’asfalto regalando una grande confidenza al pilota.

Con il nuovo cambio DCT si può decidere se guidare in modalità totalmente automatica selezionando il tasto AT, in modalità sequenziale, MT, utilizzando i pulsanti blocchetto sinistro posti sul manubrio per aumentare o diminuire le marce usando le dita della mano sinistra. Se si opta per la guida automatica, il computer di bordo propone altre due varianti: Drive, D, per una guida più turistica, morbida e Sport, S, per un utilizzo più performante.

Selezionando la modalità S possiamo scegliere tra tre varianti: S1, S2 o S3, dove al crescere del numero cresce la potenza che la moto sviluppa e la modalità di erogazione, diventando più impegnativa da guidare, ma allo stesso tempo più divertente potendo decidere addirittura la marcia da utilizzare in base all’angolo di piega della moto. Infine, in off-Road attraverso il tasto G posizionato sotto il cupolino è possibile variare la trazione e la motricità proprio dove le scarse condizioni di aderenza rendono la guida più difficile, un aiuto in più, soprattutto per i novizi.

Nei percorsi più turistici è consigliabile la modalità Drive, dal momento che riduce i consumi e, grazie al cambio marcia a bassi regimi, non si accusano strattoni derivanti da una cambiata aggressiva. Per chi sceglie di fare un po’ di curve in montagna, ma è ancora alle prime armi, la modalità Sport è perfetta perché rende il motore più brillante da subito con un’ottima accelerazione, la moto vi porterà fuori da qualsiasi curva senza fatica rendendo la guida divertente e allo stesso tempo sicura, dato che è la moto a decidere quando cambiare e, come abbiamo già detto, quale marcia utilizzare anche in base all’inclinazione della stessa.

L’utilizzo del cambio automatico, inoltre, è risultato davvero comodo anche nell’off-road. Guidando in piedi si è più concentrati nello scegliere il punto dove mettere le ruote invece di intuire quale marcia sia più adatta al singolo tratto. La guida in piedi è resa comoda grazie alla discreta larghezza del serbatoio che permette di cingerlo con le gambe per direzionare meglio la moto e dal manubrio, largo e alto abbastanza da riuscire a far leva senza stancare braccia e schiena, soprattutto quando il tratto da affrontare in piedi sulle pedane è abbastanza prolungato.

Per i motociclisti più smaliziati, Honda ha realizzato un cambio sequenziale davvero efficiente e sfizioso da utilizzare, infatti le cambiate sono rapide e gli innesti precisi, il motore perde pochissimi giri in modo da avere sempre la spinta richiesta e continuando a fare strada. Al momento della scalata la moto si aiuta e ci aiuta con una doppietta automatica, utile ad inserire la marcia inferiore senza innescare fastidiosi strattoni che in caso di frenate di emergenza potrebbero risultare pericolosi. Anche sulla sicurezza la casa del marchio alato ha concentrato il suo lavoro, infatti il cambio sequenziale non è solo per esperti, ma ci si possono divertire tutti quelli che vogliono avere un maggior controllo del mezzo durante la guida. Nelle frenate d’emergenza la moto scala automaticamente le marce scegliendo l’innesto più adatto in base alla velocità raggiunta subito dopo la frenata per essere pronti a ripartire e tornare successivamente all’utilizzo sequenziale.

Africa Twin Adventure Sports: scheda Tecnica

Motore

Cilindrata: 998 cc

Tempi: 4

Cilindri: 2

Configurazione Cilindri: in linea

Disposizione cilindri: trasversale

Raffreddamento: liquido

Avviamento: elettrico

Alimentazione: iniezione

Alesaggio: 92 mm

Corsa: 75,1 mm

Frizione: multidisco

Numero Valvole: 8

Potenza: 95 cv ( 70 kw) a 7.500 rpm

Coppia: 98 nm (10 kgm) a 6.000 rpm

Emissioni: euro 4

Cambio: automatico o sequenziale

Numero Marce: 6

Capacità Serbatoio: 18,8 lt

Trasmissione Finale: catena

Dimensioni

Lunghezza: 2.335 mm

Larghezza: 930 mm

Altezza min. da terra: 250 mm

Altezza sella da terra MIN: 850 mm

Altezza sella da terra MAX: 870 mm

Interasse: 1.575 mm

Peso a secco: 218 kg

Ciclistica

Telaio: semi-doppia culla in acciaio con telaietto reggisella ad alta resistenza

Sospensione anteriore: forcella a steli rovesciati da 45mm a perno avanzato Showa, completamente regolabile

Escursione anteriore: 230 mm

Sospensione posteriore: monoammortizzatore Showa pluriregolabile

Escursione posteriore: 220 mm

Freno anteriore: doppio disco

Misura freno anteriore: 310 mm

Freno posteriore: disco

Misura freno posteriore: 256 mm

ABS: si

Tipo ruote: raggi

Misura cerchio anteriore: 21 pollici

Misura pneumatico anteriore: 90/90 R21

Misura cerchio posteriore: 18 pollici

Misura pneumatico posteriore: 150/70 R18

Abbigliamento utilizzato

Casco: X-lite X-551 Adventure

Giacca: Alpinestars Tech Touring

Guanti: Clover SR3

Pants: Alpinestars Tech Touring

Scarpe: TCX XS Sport

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