MotoGP, Rossi: "Se questo è il gioco, noi giochiamo"
Il pilota Yamaha: "E’ un risultato importante per me dopo questo periodo difficile, tra gamba e spalla, e anche per la Yamaha dopo Motegi."
Motomondiale 2017 – A 38 anni si diverte ancora come un ragazzino quando ne ha l’occasione. Anzi, sembra proprio che gare del genere siano proprio il suo terreno di caccia ideale. Che vinca o che perda un duello, Valentino Rossi nella bagarre si diverte. Poche lamentele e tanto divertimento, ma anche quella luce negli occhi come a dire “una carenata te la restituisco senza problemi”, anzi…in parco chiuso, con una grossa risata, ha riferito in maniera ancor più plateale: “quelli davanti erano tutti aggressivi dunque sono dovuto essere ancora più stupido!”
Questo è stato il gran premio di Phillip Island di un Rossi rinato secondo con una Yamaha estremamente competitiva. Il pilota di Tavullia ha lottato prima con Marquez, poi è rimasto invischiato nella lotta per il podio con Iannone, Zarco e Vinales. Lotte e colpi a suo di ruotate. Lamentele in direzione gara? Macchè, anche se un pizzico di rammarico per aver perso il treno-Marquez c’è.
“Non vedo l’ora di rivedere la gara, chi ha fatto lo sforzo di alzarsi alle 7 è stato ripagato, non riandrà a dormire. Ce le siamo date, negli ultimi tempi, i giovani che sono arrivati hanno alzato il livello di aggressività, ma io sono pronto, se questo è il gioco giochiamo.
Nelle prove si fatica a capire il proprio livello su un circuito come Phillip Island, ma sull’asciutto non ero messo male. E’ un risultato importante per me dopo questo periodo difficile, tra gamba e spalla, e anche per la Yamaha dopo Motegi. Avrei potuto tenere Marquez, ma Iannone è entrato…alla “spero in Dio”. Poi anche Zarco, e per questo lui è andato via. Sarei stato con lui, non so se sarei riuscito a vincere, ma con lui ci potevo stare. Ero velocissimo, in alcuni punti ero molto a mio agio, ma lui aveva un pelo in più. Abbiamo lavorato molto in questa gara, abbiamo fatto la scelta giusta di gomme, è un insieme di cose. Non siginifica però che abbiamo risolto i nostri problemi, dobbiamo continuare a lavorare.”