MotoGP, Dall'Igna sulle tracce di Preziosi
Durante i festeggiamenti per l'ultima vittoria Ducati, l'ingegnere ha rimarcato come ancora non sia riuscito a conquistare il titolo come il suo predecessore
Tra il Giappone e l’Australia c’è lo spazio di qualche giorno. Giusto il tempo di un trasferimento aereo e si riparte a testa bassa, verso quell’isola di San Filippo che diviene scenario fondamentale per le sorti di un mondiale tutto da giocarsi. Corsi e ricorsi sulla via di Borgo Panigale, a Motegi Andrea Dovizioso ha lasciate ancora aperte le speranze di un mondiale che, guarda il caso, fu conquistato proprio dieci anni fa da un ragazzotto australiano a cui è dedicata una curva proprio a Phillip Island. Quel Casey Stoner – a proposito, auguri per i suoi 32 anni – che quest’anno non ha mai mancato di sottolineare la bravura ed i complimenti ad Andrea l’italiano.
Il cerchio si chiude certo, ma la questione non è di certo ancora conclusa, anzi. La Ducati di dieci anni fa era un mostro schiacciasassi, una macchina perfetta nelle mani di Casey, capace di dominare il campionato del mondo tanto da aver conquistato il titolo mondiale proprio – anche qui guarda il caso – a Motegi.
Sembra un ideale passaggio di testimone, con tanti indizi a sostegno, non fosse altro che in questo caso, davanti in classifica generale, c’è un Marc Marquez che sembra incontenibile nonostante quei due duelli persi nel corpo a corpo proprio con il Dovi.
Che il capolavoro in Rosso di Motegi sia un bellissimo capitolo, ma non quello definitivo, lo sa benissimo anche Gigi Dall’Igna. Nelle sue dichiarazioni a fine gara traspariva tutta l’emozione di aver potuto vincere e conquistare una vittoria in casa altrui certo, ma ciò che non è stato sottolineato, è stato quel paragone messo in mostra nei confronti di Filippo Preziosi, giusto papà della prima Desmosedici, in grado dunque di conquistare il titolo, a cui Dall’Igna ha voluto riporre il giusto tributo, cercando al contempo di mantenere i piedi per terra in una stagione che, comunque, rivede Borgo Panigale protagonista non più estemporanea, ma totale.
“Noi dobbiamo mantenere una certa umiltà, dobbiamo continuare a spingere tutti. Non abbiamo conquistato nulla; sulle orme di Filippo Preziosi? Lui ha vinto qualcosa che io non ho vinto. per il momento dobbiamo ancora lavorare molto.”
Storia di un uomo – Dall’Igna – che anche nel momento dei festeggiamenti e dei complimenti, agli elogi del giornalista,si è soffermato sul complimento che, secondo lui, apprezza di più: “L’umiltà. E’ un grande complimento per me”.
Dunque testa bassa e pedalare: si riparte per il nuovo capitolo australiano, dove Marc Marquez vuole mettere altri punti tra se e l’italiano. La dichiarazione di sfida subito dopo la gara di Motegi è stata chiara: “in Australia il finale sarà diverso” ha detto con il sorriso il campione del mondo.
Vero, ma la sensazione – e la speranza – è che il campionato si decida a Valencia. Anche perchè, dopo l’Australia ci sarà la Malesia. A quelle latitudini, un anno fa, la storia in MotoGP di Andrea Dovizioso è drasticamente cambiata.