Mugello, il trionfo di Dovizioso, Pasini, Migno parla romagnolo con inflessioni pesaresi. Quando Davide batte Golia…

Dopo le vittorie di Andrea Dovizioso, Mattia Pasini e Andrea Migno il Motomondiale parla romagnolo...

Mugello, il trionfo di Dovizioso, Pasini, Migno parla romagnolo con inflessioni pesaresi. Quando Davide batte Golia…
Massimo Falcioni
Pubblicato il 6 giu 2017

La esaltante “tripletta” al Mugello di Andrea Dovizioso, Mattia Pasini, Andrea Migno riporta sugli altari la grande realtà del motociclismo Made in Italy che specificatamente parla il dialetto romagnolo. Tutti e tre sono nati e vivono a un tiro di schioppo o poco più: Dovizioso è di Forlimpopoli, Pasini di Riccione, Migno di Saludecio.

La MotoGP con cui domenica al GP d’Italia il Dovi ha “steso” i più forti piloti del mondo in sella alle moto delle Case più importanti è la Ducati Desmosedici 4 cilindri 4 tempi da oltre 280 CV di potenza e oltre 350 Kmh di velocità, un gioiello tecnologico bolognese di Borgo Panigale. Non solo, questi tre piloti, in diversa misura, si portano nell’accento la cantilena pesarese alla Valentino Rossi, avendo con la realtà della provincia di Gioachino Rossini e di Raffaello un rapporto speciale, per lo più lì sono nati come piloti (vedi Dovizioso cresciuto nel Team di Guido Mancini, vedi Migno tutt’ora nell’Academy del Ranch tavulliano di Rossi e vessillifero in Moto3 – con Nicolò Bulega – del VR46 Racing Team del 9 volte iridato, vedi la storia dello stesso Pasini ecc.).

SCARPERIA, ITALY - JUNE 04:  Andrea Dovizioso of Italy and Ducati Team celebrates the victory on the podium at the end of the MotoGP race during the MotoGp of Italy - Race at Mugello Circuit on June 4, 2017 in Scarperia, Italy.  (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

E’ il fiume Tavollo, poco più di un rigagnolo fra Cattolica e Gabicce, che divide l’Emilia Romagna dalle Marche, l’Italia del Nord da quella centrale, la provincia riminese da quella pesarese: una divisione geografica e istituzionale che il motociclismo elimina e accomuna in una unica passione saldando da sempre gli abitanti di queste contrade di un pezzo di Padania e un lembo d’Adriatico in una comune identità, quella de: “e mutor”: il motore, che qui è sinonimo non di propulsore ma di motocicletta intesa non come mezzo di trasporto per svago o lavoro ma strumento per correre. E le corse intese come libertà, emulazione, sogno. Enzo Ferrari diceva che l’Emilia, Modena in particolare, è la capitale dell’automobilismo e che la Romagna allungata fino a … Pesaro è la capitale del motociclismo.

Sky Racing Team VR46 rider Italian Andrea Migno celebrates on the podium after winning the Moto 3 Grand Prix at the Mugello race track on June 4, 2017.  Migno won the race ahead of Del Conca Gresini rider, Italian Fabio Di Giannantonio and RBA BOE Racing Team rider, Spanish Juanfran Guevara. / AFP PHOTO / Vincenzo PINTO        (Photo credit should read VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

“E’ una questione di ambiente e di persone – ripeteva il Drake – particolarmente da queste parti c’è gente attiva, qui siamo un po’ tutti dei rivoltosi, testa e temperamento, e per fare macchine e moto da corsa e per diventare corridori ci vogliono tipi ostinati, capaci e anche con del fegato, oltre naturalmente alle idee e alla volontà di primeggiare e non accontentarsi mai rialzandosi sempre dopo una caduta”. Ecco.

Yamaha biker Valentino Rossi of Italy gestures at pit lane to congrats KTM biker Andrea Migno of Italy who finished in the 5th place on the Moto3 race of Argentina Grand Prix at Termas de Rio Hondo circuit in Santiago del Estero, Argentina on April 9, 2017. / AFP PHOTO / JUAN MABROMATA        (Photo credit should read JUAN MABROMATA/AFP/Getty Images)

I Tre moschettieri Dovizioso, Pasini, Migno hanno 30 anni poco più i primi due e vent’anni il terzo, ma sono solo l’iceberg di un mondo fatto di tanti altri piloti (Valentino Rossi è il massimo emblema con i suoi 9 titoli mondiali e i suoi 38 anni suonati), di altre Case, altri Team, altri tecnici, autodromi, mini circuiti, moto club, fan club ecc. – insomma una scuola e un mondo che è una filiera – dalle mini moto alla MotoGP – in una continuità quasi ininterrotta (di mezzo ci sono state due guerre mondiali…) ultra centenaria nata nel 1911 con la pesarese pluri iridata moto Benelli dove sono passati tutti i migliori piloti di tutti i tempi.

SCARPERIA, ITALY - JUNE 04:  Andrea Dovizioso of Italy and Ducati Team celebrates the victory under the podium with team at the end of the MotoGP race during the MotoGp of Italy - Race at Mugello Circuit on June 4, 2017 in Scarperia, Italy.  (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

I piloti ci sono stati e ci sono in ogni regione italiana (il 15 volte iridato Agostini è bergamasco di Lovere e le Case più blasonate sono lombarde: Guzzi, Gilera, MV Agusta) ma è da queste parti Romagna-Pesaro che la pianta non ha mai smesso di dare frutti, e che frutti! L’elenco di tutti i corridori romagnoli e pesaresi – dai campioni del mondo ai meno blasonati – è così lungo che si consumerebbe la tastiera del pc a trascriverli tutti. Moto racing come la Ducati – e per decenni le Benelli (e di altre Case e Team) – sono “opere d’arte” non solo per tecnologia avanzata e innovativa, ma produzione di vertice di un sistema integrato (che riproduce quello del Rinascimento) in cui la mente e la mano dell’uomo erano e restano indispensabili. Per fare quella Ducati di Dovizioso – e non solo quella – occorrono grandi capitali e tecnologie d’avanguardia ma soprattutto occorre l’artigianato sofisticato delle maestranze e degli staff uniti e spinti da arditi progetti in una unica passione.

Italtrans Racing Team rider, Italian Mattia Pasini celebrates on the podium after winning the Moto2 event during the Italian Grand Prix at the Mugello race track on June 3, 2017.  Italtrans Racing Team rider Italian Mattia Pasini won the Moto2 ahead of CarXpert Team rider Swiss Thomas Luthi and AG 0,0 Marc VDS rider Spanish Alex Marquez / AFP PHOTO / Vincenzo PINTO        (Photo credit should read VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

Queste Case (Ferrari docet) non sarebbero tali senza la filosofia aziendale “provinciale” che da sempre c’è a queste parti. Sono veri e propri laboratori “culturali” oltre che di tecnologia e tecniche raffinate. Questa è la forza della “provincia evoluta”, autentico luogo della conciliazione fra società dei consumi, civiltà di massa e centralità dell’uomo dove sempre e in ogni cosa batte il cuore della “unicità” alimentato dal fuoco della passione. Così, solo così i nostri piccoli “Davide” possono battere i grandi “Golia”. Vale per l’industria, vale per i piloti. Quando la passione e la cultura sono vincenti.

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