MotoGP, Losail fra conferme e smentite. Il “nuovo” Vinales trionfa e lancia la sfida

La prima "sberla" di Vinales

MotoGP, Losail fra conferme e smentite. Il “nuovo” Vinales trionfa e lancia la sfida
Massimo Falcioni
Pubblicato il 26 mar 2017

Tolto il dente passato il dolore e tolto di mezzo questo week end ballerino con la spada di Damocle del “si corre non si corre” per le bizze del meteo la MotoGP archivia il primo round stagionale salvandosi in zona Cesarini.

Alla fine, dopo i patemi d’animo per l’annullamento delle qualifiche del sabato allagato e per i ripetuti rinvii dello start di domenica sera, è andata in scena una corsa tutto sommato agonisticamente (molto) piacevole pur se tecnicamente non eccelsa, aperta ai “se” e ai “ma” come è naturale, essendo solo al primo round, con tutti (o quasi tutti) non perfettamente rodati.

A festa (si fa per dire) finita, la classifica conferma lo stato della fiera, quanto meno in questa fase d’avvio del campionato, in un Gran Premio “anomalo” qual è quello in notturna del Qatar turbato dalle note vicende del meteo e dagli interrogativi sollevati sulla opportunità di gareggiare in certi circuiti.

La gara è stata certamente utile per capire l’aria che tira. Sono state rispettate le previsioni dell’ante vigilia, quanto meno quelle da noi ribadite su Motoblog che puntavano sulla vittoria del neo acquisto Yamaha Vinales davvero uno splendido nuovo protagonista; sul podio del solido binomio (almeno qui a Losail) Dovizioso- Ducati; sulla conferma di un Rossi “tirato” a pomice, sempre coriaceo e tutt’altro che rassegnato pur se meno lesto a rispondere alle frustate degli avversari e cosciente della impossibilità – qui e adesso – di domare il suo nuovo e “irriverente” compagno di squadra rinviando (mai dire mai!) a momenti più favorevoli la risposta alla sberla ricevuta in questo primo tete-a-tete; sulle difficoltà della Honda con un Marquez che qui avrebbe giocato in difesa accontentandosi di portare a casa buoni punti; sugli exploit (senza costrutto) di Iannone e (anche) di Zarco; sul … “disorientamento” di Lorenzo addirittura fuori dalla top ten (gap di oltre 20 secondi!) a corto di feeling con la incompresa Rossa di Borgo Panigale; sui consistenti passi avanti dell’Aprilia, ben portata dal convincente Aleix Espargaro; sulle Ktm fanalini di coda, se non fosse per la “maglia nera” dell’acerbo Sam Lowes, da considerare un investimento futuro per la Casa di Noale, oggi rilanciata da un risultato di prestigio.

Tutto qui. Tutto il resto è in cronaca. Ogni corsa fa storia a sé e questa, anche per il quasi caos di questi giorni fino all’ultimo minuto, non fa certo eccezione. I motivi di un campionato aperto e combattuto, valido tecnicamente, ci sono tutti.

Parlavamo giorni addietro dei Magnifici 7, i principali protagonisti capaci di animare la stagione 2017, anche se la corsa per il titolo è più ristretta non andando oltre il poker d’assi – più verosimilmente un tris – facilmente intuibile.

Abbiamo oggi vissuto, non senza limiti e contraddizioni, l’anteprima di uno spettacolo più che piacevole e che, su circuiti ben più probanti, può davvero diventare esaltante. Non è questo che gli appassionati vogliono? Basta aspettare.

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