Febvre a Motoblog: "Molti avversari in MXGP nel 2017"
L'ex-iridato MXGP della Yamaha punta a tornare campione nel 2017: "Gli avversari più forti? Gajser, Cairoli, Nagl e Herlings..."
Quando nel 2015 vinse il titolo Mondiale MXGP nel suo anno da rookie con Yamaha, tutti rimasero folgorati dal grande talento del francese Romain Febvre. Ma suo percorso di avvicinamento a quel trionfo non era stato dei più ‘ortodossi’: dopo aver iniziato giovanissimo nel Motocross, da adolescente Febvre effettuò un repentino cambiamento di carriera passando alle Supermoto, ma pochi anni dopo decise di tornare nuovamente sui suoi passi per dedicarsi completamente al ‘tassello’.
Nel 2011 si aggiudicò subito l’Europeo, nel 2012 passò alla MX2 dove colse il suo primo podio l’anno successivo e la prima vittoria nel 2014, anno in cui arrivò sesto in campionato. Poi, nel 2015, passa in MXGP per vincere subito il mondiale tra lo stupore generale, con 8 vittorie di tappa (15 vittorie di manche) e un totale di 13 podi.
Nel 2016 la sua difesa del titolo è stata penalizzata da un infortunio che lo ha messo KO per un mese, obbligandolo a dare forfait in due eventi. Il 25enne transalpino ha comunque terminato il campionato al 4° posto assoluto aggiudicandosi 3 rounds (7 le vittorie di manche) e 9 podi, chiudendo l’annata con il trionfo nel Motocross delle Nazioni.
Abbiamo incontrato Febvre nel corso della presentazione dei team ufficiali Yamaha a Lesmo (MI) della scorsa settimana e ne abbiamo approfittato per fargli alcune domande sulla prossima stagione:
Tu sei già stato Campione del Mondo, quindi è chiaro quale sia il tuo obiettivo per la prossima stagione…
“Sì, ovviamente il nostro obiettivo per quest’anno è quello di tornare ad essere Campioni del Mondo. E’ chiaro che, una volta che lo sei stato, non puoi più aspirare a niente di meno e io sono intenzionato a fare del mio meglio per riuscirci. Poi vedremo come si metteranno le cose alla fine.”
Quali ritieni saranno i tuoi avversari più temibili nella lotta per il titolo MXGP?
“Ce n’è più di uno, e sono tutti molto forti. Credo che quest’anno sarà molto importante vincere le gare perché il livello della competizione sarà molto alto. E’ compito mio cercare di essere il migliore.”
Vorrei però che mi dicessi proprio i nomi dei piloti secondo te più attrezzati per vincere il titolo…
“Sì. Oltre a Gajser, che è il campione in carica con il quale ho lottato a lungo lo scorso anno, i più forti credo saranno Cairoli, Nagl e Herlings. Io ti posso dare questi nomi, ma ce ne sono altri che potrebbero venir fuori nel corso della stagione, come è successo nell’ultimo paio d’anni. Staremo a vedere…”
A Ottobre hai iniziato i test con la YZ450FM 2017: hai notato dei particolari miglioramenti rispetto a quella con cui hai gareggiato lo scorso anno?
“Sì, la moto è stata rinnovata rispetto a quella del 2016, ma ho fatto solo qualche test e al momento siamo ancora in una fase di collaudi. La moto è migliore ma non sono ancora in grado di dire dove ci sono stati i miglioramenti più importanti.”
Tornando all’anno del tuo titolo iridato: in molti furono sorpresi nel vederti conquistare la corona della MXGP al primo anno, fu una sorpresa anche per te?
“Direi di sì perché all’inizio dell’anno non pensavo assolutamente di diventare Campione del Mondo… almeno non subito, questo è sicuro. Sì è trattato di una di quelle situazioni in cui tutto si è allineato perfettamente durante la stagione: io ero in gran forma, la moto era velocissima e il team era molto affiato.”
“Sicuramente non pensavo al titolo anche perché, in pratica, ho iniziato la stagione con due infortuni nei test invernali. Mi ero fatto male a spalla e polso e quindi non era stato un grande inverno per me, avevo fatto pochi chilometri rispetto a quanto avrei voluto su una moto che conoscevo davvero poco.”
“Poi, quando è iniziata la stagione in Qatar, le cose si sono messe subito abbastanza bene: non ero in gran forma e la pista non mi piaceva granché, eppure ero riuscito a chiudere l’evento al sesto posto conquistando dei bei punti. Fu un risultato molto importante e inaspettato, di cui fui molto soddisfatto e che mi regalò una grande iniezione di fiducia.”
“Dopo aver fatto quei primi punti, da lì siamo cresciuti e abbiamo costruito la base del nostro successo: sono arrivate le prime vittorie e questo ci ha aiutato a rimanere concentrati sulle nostre prestazioni. Tuttavia noi non eravamo partiti per vincere il titolo, quello è un obiettivo che abbiamo iniziato a porci a stagione in corso.”
Come è stata la reazione in Francia al conquista del titolo? Hai notato qualche cambiamento nella considerazione a te riservata dai media?
“Certamente sì, ma non solo… direi che quando diventi Campione del Mondo ti cambia tutta la vita, in molti aspetti. Io non ho fatto il percorso più corretto per arrivare dove sono arrivato: sono partito con il cross, poi ho corso con le Supermoto per qualche anno e poi sono tornato di nuovo al cross. Per questo, quando ho vinto il titolo, non c’era poi così tanta gente che fosse familiare con il mio nome.”
“Quando ritornai al motocross, per molti aspetti ero ancora ‘nuovo’ in questo sport. Ricordo che quando partecipai agli Europei nessuno sapeva chi fossi… Quando è arrivata la vittoria del titolo tutto questo è cambiato e adesso posso dire di essere piuttosto conosciuto. Questa è naturalmente una bella cosa per me.”
Come ultima cosa ti chiedo come sei lontano dalla moto, se segui altri sport o hai qualche hobby particolare…
“Sì, seguo molti sport. Personalmente mi piace molto prendere la bici BMX e andare negli skate-park a fare un po’ di salti ed evoluzioni, anche se è una cosa che faccio raramente per il pericolo di infortuni. Ma mi piace anche lo sci… e anche le moto d’acqua: ne ho una a casa e quando posso vado a farmi un giretto con lei su un lago dalle mie parti.”
“In generale mi posso definire un fan del motorsport: se c’è un qualcosa che ha un motore, probabilmente mi piace. Sono anche un fan degli action-sports mentre non seguo affatto calcio, basket, rugby e cose simili…”