MotoGP, Rossi e la "bega" di un mondiale con tanti (troppi?) pretendenti

Analisi sui pretendenti al titolo mondiale MotoGP 2017. Ce la farà Valentino Rossi a dominare i vari Marquez, Vinales, Lorenzo, Iannone e Dovizioso?

MotoGP, Rossi e la "bega" di un mondiale con tanti (troppi?) pretendenti
Massimo Falcioni
Pubblicato il 3 feb 2017

Campionato del Mondo MotoGP 2017 – E’ ancora lontano il 26 marzo quando a Losail (Qatar) inizierà la stagione MotoGP 2017 e non c’è bisogno di aspettare i prossimi test di metà febbraio a Phillip Island per capire l’aria che tira. Tant’è che dall’alto dei suoi 9 titoli mondiali e della sua straordinaria esperienza in 20 anni di corse Valentino Rossi non ha peli sulla lingua: “Vinales? E’ una bella bega”.

Una verità scomoda ma anche “banale” tenendo conto di quanto il compagno di squadra del pesarese, nuovo arrivato in Yamaha, ha già fatto vedere fin qui, anche se “sono solo test”. Come sempre, il messaggio del “Dottore” va interpretato perché non è la prima volta che “parla a nuora perché suocera intenda”. Non è solamente Maverick Vinales, quest’anno, ad essere una “bella bega” per Rossi, ma è il mondiale 2017 a presentarsi competitivo e difficile come non mai da 20 anni a questa parte. Non si tratta qui di mettere sul bilancino gli avversari dell’asso di Tavullia dall’inizio carriera ad oggi.

Fatto sta che Rossi, per molte stagioni (iniziali) della classe regina, si è trovato a battagliare per il titolo con uno o al massimo due avversari di una certa levatura, poi con i “tre Moschettieri” (Stoner, Lorenzo, Pedrosa) e fino al 2016 con Marquez e Lorenzo. E nel 2017? Indubbiamente il fronte si allarga e i pretendenti al successo di gare e titolo sono cresciuti di numero e di qualità, anche perché c’è un livellamento tecnico – frutto dei nuovi regolamenti – fra le varie moto. Intendiamoci, Rossi non parte favorito, ma l’obiettivo del titolo iridato numero 10, pur molto difficile, non è una chimera. La Yamaha punta su Valentino?

Indubbiamente il palmares e l’appeal di Rossi “tirano” molto sul piano dell’immagine da tradursi in marketing e per la Casa dei tre diapason poter dargli la moto capace di conquistare lo storica decimo titolo rappresenta un traguardo di grande portata, addirittura storico. Ma c’è l’altra faccia della medaglia. Se a vincere il titolo – avversari permettendo! – fosse il 21enne Vinales – Yamaha prenderebbe più piccioni con una fava dimostrando che su una moto così competitiva qual è la M1 anche l’ultimo arrivato come Maverick può centrare il grande obiettivo.

Insomma si riproporrebbe l’antico adagio che fu nei decenni scorsi di una notissima Casa italiana: “Cambiano i piloti ma la Moto Morini continua nelle sue strabilianti affermazioni”. La lotta interna fra Rossi e Vinales – con il primo nel ruolo di astuta volpe e il secondo in quello di famelica fiera – non è l’unico motivo di interesse della stagione. C’è da aggiungere che il compagno di squadra rappresenta per Valentino un avversario persino “destabilizzante” sul piano psicologico: basti pensare al potenziale di Maverick nel giro secco (leggi pole position e posizione sulla griglia di partenza), nelle prime concitate fasi di gara, nel fare numeri in bagarre, alla… Marquez. Sarà sufficiente a Valentino giostrare con l’esperienza? Giocare sulla tenuta? Puntare sul risultato? Non commettere errori?

Tanti interrogativi anche se Rossi, si sa, rappresenta una certezza capace di ogni prodezza. Dicevamo di Marquez, cui va l’onore e l’onere del “favorito”, pur se Honda fatica ancora – al pari dei test 2016 – a dare al suo pupillo la moto adeguata. A differenza dell’anno scorso pare che anche Pedrosa (ritrovato?) possa essere della partita, almeno nella lotta per il podio in diverse gare. Ducati può puntare davvero in alto ma anche fare un flop clamoroso. Il potenziale di Jorge Lorenzo è immenso ma basta un … “niente” per sbilanciare il maiorchino, da assoluto eccelso protagonista a deludente comprimario. La Casa di Borgo Panigale, dopo i proclami (eccessivi?) nelle presentazioni del Team, è davvero in grado di reggere l’urto tecnico e psicologico per mettere in condizioni ottimali Jorge e battersi per il mondiale? E’ ipotizzabile un gioco di squadra con Lorenzo all’attacco e Dovizioso sulla difensiva, a … punti? E Iannone?

Un outsider di lusso, certamente capace di stupire su una Suzuki ok. Si tratta di vedere subito quanto l’Andrea abruzzese è maturato e cresciuto in … affidabilità. Il resto del gruppo fa scena ma è fuori dai giochi che contano, comprese le Aprilia (in crescita) e le Ktm (da svezzare). Tornando all’inizio e ricapitolando: i principali pretendenti al titolo sono Marquez, Rossi, Vinales ma i pretendenti alle vittorie di tappa aumentano con almeno Lorenzo (se la “Rossa” lo … “convince”, il maiorchino si batte per il titolo), Dovizioso, Pedrosa, Iannone.

Questi ultimi quattro piloti, direttamente o indirettamente, possono incidere nella lotta al titolo dei primi tre. Ecco perché, per la prima volta nella sua carriera, a 38 anni, Valentino Rossi si trova in una situazione nuova, ben più difficile del passato, misurandosi con tanti piloti, di grande spessore, su moto adeguate. Una stagione 2017 tutta da vedere.

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