Triumph Bonneville, l'interpretazione scrambler di un concessionario francese

La "Bonnie" che vi presentiamo oggi è arriva dalla Bassa Normandia: è una reinterpretazione in chiave scrambler del classica vintage inglese, customizzata da un dealer transalpino della casa inglese

Triumph Bonneville, l'interpretazione scrambler di un concessionario francese
M C
Manuele Cecconi
Pubblicato il 31 dic 2016

Una delle case che ad EICMA 2016 ha più stupito con le sue novità per l’anno venturo è stata indubbiamente Triumph. Con uno stand dal sapore prettamente vintage, la casa inglese ha esibito a Milano le sue nuove retrò, tra cui abbiamo potuto ammirare l’inedita Street Scrambler.

La soft off-road di Hickley discende dalla Scrambler uscita nel 2006, che è diventata presto uno dei modelli più rappresentativi del brand d’Oltremanica: 10 anni fa è stato proprio questo evocativo modello a rilanciare la scrambler-mania di cui oggi vediamo gli effetti, con i listini delle case che pullulano di proposte retrò in chiave all-terrain.

Nonostante i modelli vintage di Triumph siano già caratterizzati da un look che li avvicina molto a delle special artigianali, c’è chi con le mani in mano proprio non sa stare e ha deciso aggiungere il proprio tocco alle già fascinose retrò britanniche.

Tra questi incontentabili, anche alcuni dealer che sono emanazione diretta del brand di Hinckley: la Bonneville che vedete nelle foto è la reintepretazione in chiave off-road nata dalla fantasia di David, sales manager del concessionario Triumph di Saint-Lô, un piccolo comune francese della Bassa Normandia.

Presentata dalla rivista transalpina “Cafè Racer”, questa special prende corpo a partire da una nuovissima T100, ultima versione della Bonnie il cui bicilindrico parallelo è dotato di iniezione elettronica e raffreddamento a liquido.

Il forcellone posteriore originale è stato rimpiazzato da un componente proveniente da una Kawasaki Versys, moto da cui arriva anche l’avantreno upside-down. Un’altra giapponese -una Yamaha Virago 535- ha donato invece il serbatoio a goccia, dipinto da AXO Design.

Ad assorbire gli urti al retrotreno troviamo invece un mono-ammortizzatore YSS, mentre le ruote sono Kineo a raggi equipaggiate con grossi pneumatici tassellati (180 al posteriore e 130 all’anteriore).

Le componenti elettroniche (il vero cruccio di ogni customizzatore!) sono magistralmente occultate sotto alle minimali sovrastrutture; lo splendido doppio scarico alto è opera di Bob de Polux completato con silenziatori Zard.

Il lavoro, eseguito su commissione di un cliente, ha richiesto circa 80 ore. Il risultato è tuttavia davvero stupefacente, e possiamo affermare senza ombra di dubbio che questa “Bonnie Dirt” sia una delle più belle scrambler che vi abbiamo presentato sino ad ora!

Ti potrebbe interessare:
asdadas