Ducati Scrambler Café Racer 2017
Al Salone Eicma di Milano, Ducati mostra lo Scrambler in versione cafè racer con un omaggio speciale a Bruno Spaggiari e quella Mototemporada del 1968
Quando il cammino di ritorno di Scrambler prese vita, in molti si immaginavano uno sviluppo, un’evoluzione di quello che – de facto – è divenuto un vero e proprio brand, con future declinazioni improntate su un’esperienza di guida sempre più personalizzabile. Certo, solamente due anni fa era difficile prevedere uno sviluppo del genere, da quella Land of Joy del primo Scrambler in quel di Palm Springs, al lancio ufficiale.
Ed invece, lo Scrambler ha preso sempre più slancio, ed ora lo sviluppo, quel futuro, è arrivato. Salone Eicma di Milano, ecco lo Scrambler Cafè Racer. Non poteva essere altrimenti, considerando l’evoluzione di questo segmento negli ultimissimi anni.
Si ispira alle leggendarie moto degli anni ’60 che hanno dato il via alla rivoluzione su due ruote, e che risultavano improntate sempre e comunque su quello spirito libero tipico di Scrambler.
Telaio e ciclistica
Come detto, il telaio è lo stesso dell’Icon, ma a livello ciclistico, ecco come inizino le differenze: cerchi da 17” con pneumatici Pirelli Diablo Rosso II con misure 120/70-17 e 180/55-17. Si ritorna alle assonanze con l’impianto frenante, con un freno a disco singolo da 330 mm lavorato da pinza Brembo M4 32 ed una pompa radiale all’avantreno. Al posteriore invece, ecco un’unità da 245 mm. Il tutto coadiuvato dall’ABS Bosch 9.1MP.
Motore
Non cambia anche il propulsore, il Desmodue da 803cc in grado di erogare 75 cavalli a 8.250 giri/min ed una coppia di 68 Nm a 5.750 giri. Il motore dello Scrambler® Café Racer è il bicilindrico Desmodue da 803 cm3 raffreddato ad aria e olio dell’Icon, omologato EURO 4. Assieme alla nuova omologazione è arrivato un nuovo comando gas ed una diversa calibrazione che ha permesso di guadagnare in termini di fluidità di erogazione, soprattutto nelle prime fasi di apertura.
Intervalli di manutenzione dichiarati? Ogni 12.000 chilometri.
Stile e design
Ed allora? E’ chiaro che la declinazione è praticamente e interamente stilistica nelle sue differenziazioni. da qui ovviamente cambia la ciclistica e l’abbroccio. Via manubrione, spazio a due semimanubri in alluminio con specchietti bar-end. Lo scarico è un Termignoni con doppio terminale e cover in alluminio anodizzato nero, tabelle portanumero laterali e parafango corto. Il serbatoio è invariato nella sua forma a goccia. Cambia invece la sella, specifica per questo modello di Scrambler. Ed in tema di peculiarità, come si fa a non citare le tabelle portanumero laterali con il 54 in omaggio a Bruno Spaggiari, storico pilota Ducati, Spaggiari corse nel 1968 la Mototemporada Romagnola, classica stradale di quell’epoca, con una Ducati il cui motore derivava dal monocilindrico 350 dello Scrambler.
Insomma, un pezzo praticamente unico, una declinazione particolare disponibile quindi nella sola livrea chiamata “BlackCoffee” con telaio nero e ruote color oro. Lo Scrambler Ducati Café Racer è disponibile nella sola colorazione “BlackCoffee” con telaio nero e ruote oro. Prezzo da 10.950 euro.
Non solo moto
Una moto del genere necessita di uno stile in moto uguale. Ecco quindi – come di consueto – una linea di accessori e abbigliamento dedicati. C’è ad esempio la griglia per il proiettore anteriore a X che ricorda il nastro adesivo che veniva messo sul fanale per evitare che il vetro si rompesse in caso di caduta. A disposizione anche una sella piatta e lunga di diversa concezione, una piccola borsa da serbatoio in pelle, le ruote a raggi, specchietti e cover scarico.
Per la linea di abbigliamento, la Land of Joy propone per lo Scrambler® Café Racer un inedito giubbotto in pelle nera, un casco integrale Bell by Roland Sands Design, felpa e magliette in stile Café racer.