Laverda SF2 by Moto Borgotaro
SFC: una combinazione di lettere che evoca come poche altre sigle la sportività e il fascino delle moto italiane degli anni '70. Peter Boggia di Moto Borgotaro ha voluto rendere omaggio alla leggendaria moto di Breganze, partendo da una vecchia SF2 che sembrava destinata alla demolizione.
A chiunque abbia qualche capello bianco e sia appassionato di moto, le lettere “SF” porteranno alla mente una cosa sola, probabilmente un sogno di quando era ragazzino. Tra le prime maximoto costruite nel Bel Paese, la Laverda SF 750 fu prodotta a partire dal 1970, in concomitanza con il boom delle moto grosse con cilindrate che oltrepassavano il mezzo litro.
“Super Freni”: questo il significato della sigla che faceva girare la testa ai 20enni degli anni ’70, scelta per evidenziare il maestoso impianto frenante costituito da grossi tamburi dotati di un particolare sistema di raffreddamento a ventola.
Nel 1971 venne il turno della mitica versione sportiva, la SFC (C, come Competizione): una vera leggenda made in Italy, prodotta in tre serie e ancora oggi icona delle sportive bicilindriche italiane: assieme alla Jota tre cilindri e alla meteora 1000 V6, è a questo modello che la casa di Breganze deve la sua popolarità presso gli appassionati nonostante la produzione sia ormai cessata da tempo, dopo alterne fortune.
E’ proprio alla sorella Competizione che si ispira questa special su base SF2, seconda serie della bicilindrica veneta prodotta dal 1972 al 1976: fino a qualche anno fa, l’esemplare che vedete in foto versava in condizioni a dir poco pessime, divorata dalla ruggine e con il motore fuori gioco a causa di un pistone bucato. Il telaio era stato cannibalizzato e addirittura deformato per effettuare qualche improbabile modifica, prima che quello che era un vero e proprio rottame venisse portato senza troppo entusiasmo a una mostra-scambio nell’Ohio.
Chiunque l’avrebbe considerata un ferrovecchio, un ammasso di ruggine e metallo pronto per essere pressato e smaltito, ma non Peter Boggia. Il titolare di Moto Borgotaro ha infatti deciso di acquistarla e riportarla al suo antico splendore: non solo restaurandola, ma apportando delle migliorie che la avvicinassero alla sportivissima SFC.
Ecco che allora sono arrivati nuovi alberi a camme, oltre che pistoni ad alte prestazioni uniti a bielle Carillo. La testata del bicilindrico parallelo è stata modificata per accogliere due carburatori Dell’Orto da 38mm, e tutte le componenti di motore e cambio sono state riportate alla loro massima efficienza. Il telaio, maltrattato e violentato nel corso degli anni, ha subito un profondo restauro così come l’impianto frenante, con le pinze tirate a lucido e di nuovo pronte a mordere i due dischi anteriori con la forza di un tempo. Dei cerchioni a raggi Borrani replica completano il reparto ciclistico di questa gloriosa vecchietta.
Il cockpit è stato ridotto all’osso, con una minimale strumentazione Veglia a dominare la scena: solo alcuni led forniscono le informazioni strettamente necessarie come l’inserimento della folle e la pressione dell’olio. L’originale chiave di avviamento è stata sostituita da un sistema wireless a sfioramento.
Il colore scelto per la livrea è un elegantissimo nero opaco, che esalta il tricolore del badge Laverda sui fianchetti laterali e sul serbatoio. Dopo anni di oblio, questa stupenda sette e mezzo è più che mai pronta a far sentire il ruggito del suo due-in-uno…
Via RocketGarage