Suzuki GS850 "Honey Rider": la Bond Girl su due ruote!

La Suzuki GS850 che vedete qui sotto rende omaggio alla più famosa saga di spionaggio della storia del cinema: il nome scelto dal suo creatore è "Honey Rider", come la Bond Girl interpretata da Ursula Andress nel primo capitolo della serie 007

Suzuki GS850 "Honey Rider": la Bond Girl su due ruote!
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Manuele Cecconi
Pubblicato il 11 lug 2016

Sembra proprio che Mr Martini ci abbia preso in pieno, quando alla presentazione della sua Vulcan 70 ci ha svelato che a suo parere il futuro delle special vintage potrebbe vedere un crescente fiorire delle “repliche” delle moto che correvano nelle estenuanti gare di Endurance negli anni ’70 e ’80.

Semicarena, faro tondo generalmente asimmetrico, tabelle portanumero bene in evidenza e un codone abbondante come quelli di una volta, che richiama le forme di una bella donna: questa è spesso la ricetta di questo genere di preparazioni che si rifanno alle moto delle corse di durata dei bei tempi andati, come la Triumph Truxton R by Barbour che vi abbiamo presentato qualche settimana fa.

Ultimo esempio che abbiamo scovato sul web è questa Suzuki GS850, trasformata da anonima turistica d’annata ad accantivante race replica: questa quadricilindrica, equipaggiata con il celeberrimo propulsore raffreddato ad aria/olio che per anni è stato una vera e propria bandiera della casa di Hamamatsu, è stata realizzata dagli spagnoli di Monotromo Cafè Racers, di Mariano Rodriguez.

I preparatori tarragonesi hanno voluto rendere omaggio al primo leggendario capitolo della fortunata saga cinematografica dell’agente segreto più famoso di tutti i tempi: 007, l’affascinante spia al servizio di Sua Maestà. Il nome scelto per questa special è infatti quello della prima fiamma di James Bond, nel film del 1962 “Licenza di Uccidere”: nella pellicola, la bella Ursula Andress interpretava Honey Ryder, la capostipite di tutte le Bond Girls.

Proprio come l’equipaggiatissimo Bond, questa Suzuki mostra una dotazione di tutto rispetto: la semicarena è quella modificata di una Suzuki XR69, mentre la forcella anteriore è quella di una GSX600F. I semimanubri sono Tarozzi, mentre la batteria di carburatori che alimenta lo scultoreo quattro in linea è prelevata da una GS1100. L’ammortizzatore posteriore è uno Showa, mentre il sistema di scarico è costituito da un 4 in 1 con terminale LeoVince; a frenare questa letale Bond Girl, un impianto Brembo.

Il colore azzurro della livrea è stato scelto sfogliando un campionario Porche, mentre il grigio è ereditato da una più umile Fiat 500. Mi chiamo Rider, Honey Rider.

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