Moto3 Qatar, dai test alla prima gara. Italiani fra "top" e "flop"

Campionato Mondiale Moto3 2016 al via a Losail, in Qatar. La situazione dei piloti italiani

Moto3 Qatar, dai test alla prima gara. Italiani fra "top" e "flop"
Massimo Falcioni
Pubblicato il 14 mar 2016

Dopo la tre giorni dei test Irta Moto3/a> a Losail non sono pochi i motivi di interesse tecnici e agonistici emersi in vista di un campionato bollente che si apre questo week end in Qatar, attesissimo anche per il potenziale dei “giovani leoni” italiani. Non torniamo qui sulla cronaca già descritta da Motoblog. La prima considerazione riguarda l’ulteriore salto in avanti della categoria che sposta ancora più in alto l’asticella della competitività, come dimostra il miglior tempo assoluto fatto segnare dopo i 3 giorni di prove da Niccolò Antonelli (Honda NSF 250RW), quel 2’05.444 che straccia il precedente record della pista 2014 di Alexis Masbou (2’05.862) e come dimostrano i tempi di altri sei piloti, tutti sotto il muro del 2 e 06.

Il giro record di Antonelli, oltre a ribadire il valore del pacchetto pilota-moto-team fra i candidati più autorevoli al titolo iridato della entry class, oltre – ripetiamo – a far capire meglio di tante parole come – pur con regolamenti molto restrittivi – la Moto3 evolve sul piano tecnico grazie allo sviluppo di raffinate tecnologie, impone anche una riflessione critica e autocritica sul futuro della categoria. Come non ricordare gli obiettivi centrali di questa 250 mono 4 T in grado di lanciare a livello internazionale le nuove promesse dai 16 anni in su in sella a moto prototipi grand prix dai costi abbordabili? Ecco, non c’è dubbio che la Moto3 si è guadagnata sul campo – con gare e campionati spettacolari – le stellette con un seguito sempre maggiore da parte degli sportivi; non c’è dubbio che in poche stagioni sono emersi dei gran bei manici (anche italiani) a 16-17 anni di età, alcuni addirittura passati direttamente in MotoGP; non c’è dubbio che le Case qui impegnate hanno profuso tanto portando queste “motine” a un grado di raffinatezza tecnica e di prestazioni davvero encomiabili.

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Basti pensare, solo per fare un esempio, che oggi il Moto3 monocilindrico 250 4 tempi bialbero 4 valvole ecc. delle migliori Case tocca i 60 cavalli di potenza (pur con il regolamento che impone il tetto dei giri a 13.500) quando la miglior 250 monocilindrica del mondo a metà anni ‘60 (la Morini di Tarquinio Provini, Giacomo Agostini, Silvio Grassetti, Angelo Bergamonti) non ha mai toccato i … 40 cavalli! Altri tempi, altre tecnologie ecc. Fatto sta che la medaglia ha sempre due facce e qui l’aspetto negativo è rappresentato, appunto, dai costi, lievitati a dismisura. Con questi tempi fatti segnare ieri e in attesi di altri exploit in qualifica e in gara, che ne sarà delle moto impegnate nei campionati nazionali Moto3, ad esempio il Civ tricolore, il Cev mondialino spagnolo ecc.?

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A Losail i primi sedici tempi sono stati fatti da piloti in sella a moto Honda (primo e secondo tempo e 6 moto nei primi 15) e a moto Ktm (terzo tempo e 10 moto nei primi 16), un dominio – pro tempore – assoluto che ha fatto le prime “vittime”, vedi le nuove Mahindra (solo 17esimo tempo con Jorge Martin, poi 19esimo Suzuki, 23esimo con Bagnaia, 24esimo con D. Binder, 26esimo con Hanika, e nei vagoni di coda: 31esimo, 32esimo, 33esimo con Valtulini, Petrarca, Spararelli tutti con distacchi abissali) e le “debuttanti” Peugeot 29esimo e 30esimo tempo con Masbou e McPhee a oltre 2 secondi dalla vetta. Qui siamo. Vedremo cosa ci dirà – in termini di prestazioni – questo fine settimana con il test CIV a Misano dove ci saranno oltre a Honda, Ktm, Mahindra, Peugeot, anche moto attualmente non impegnate nel mondiale Moto3 quali Kymco-Oral, Tm, Rmu, progetti in grande sviluppo, con moto nuove e grandi aspettative.

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Tornando ai test di Losail, in conclusione, oltre al già citato Antonelli, gli italiani hanno confermato solo in parte le grandi premesse. Bene, molto bene il rookie dello Sky Racing Team Ktm VR46 di Valentino Rossi Nicolò Bulega (2’05.805,sesto assoluto e anche davanti al suo compagno di squadra, il ben più rodato e – pare – abbottonato Romano Fenati, ottavo tempo in 2’06.489). Quindi tre italiani nella top ten e altri due nei primi 15, con Enea Bastianini (Honda Gresini Racing) 13esimo (+0.945) e con Andrea Locatelli (Ktm Leopard Rcing) 15° a +1.022.

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Gli altri italiani? Solo dopo la top 20, con Andrea Migno (altro portacolori del team VR46) 21° (+1.473), Francesco Bagnaia 23° (+1.570), Fabio Di Giannantonio 25° (+1.718), e gli ultimi tre, già dettto, Valtulini, Petrarca, Spirarelli. Tornando ai vertici, dopo Antonelli, ottimi Livio Loi, Fabio Quartararo, Jorge Navarro, Brad Binder tutti fra la pole virtuale di Niccolò e il sesto tempo dell’altro Nicoò, Bulega. Va detto che alcuni piloti non hanno mai visto Losail neppure in cartolina e mai fatto gare in notturna. Proprio per questo ha ancor più valore la prestazione di Bulega, uno fra i debuttanti, il più tosto, a questo punto il più atteso. Sarà la prima gara a tirare le prime somme sui reali valori in campo.

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