MotoGP, Stoner: "Ducati la moto migliore nel 2009"
Il fuoriclasse australiano ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla stagione in cui si fermò per 3 gare: "Il telaio in carbonio era incredibile"
Casey Stoner ha sicuramente impressionato tutti nel test di Sepang della MotoGP della scorsa settimana, classificandosi 5° assoluto e da più veloce pilota Ducati della ‘tre-giorni‘ malese. Il fuoriclasse australiano, da quest’anno test-rider per la casa bolognese, non parteciperà però al prossimo test ufficiale della premier class nella ‘sua‘ Phillip Island (in programma il 17-19 Febbraio), ma prenderà parte a un test privato prima dell’inizio della stagione-apertura in Qatar il mese prossimo.
Nel corso del suo soggiorno in Malesia, il due volte iridato della MotoGP ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni al britannico crash.net in riferimento alla stagione 2009, quella del famoso ‘affaticamento‘ con anemia e intolleranza al lattosio che lo spinse a saltare tre gare e, così facendo, a rinunciare alle sue residue speranze di conquistare il titolo iridato di quella stagione (poi andato a Valentino Rossi, l’ultimo dei 9 fin qui conquistati dal pesarese). Stoner ha confidato di ritenere la Desmosedici GP9 di quell’anno, con il futuristico telaio in fibra di carbonio, come ‘la moto migliore della griglia‘.
Una volta tornato in sella dopo l’assenza, Stoner – che nella pirma parte dell’anno aveva collezionato solo due vittorie – azzeccò un spettacolare serie di risultati facendo 2° all’Estoril e vincendo a Phillip Island e Sepang, prima di cadere nel giro di riscaldamento dell’ultimo round di Valencia.
Nell’epoca della MotoGP i costruttori giapponesi si sono sempre attenuti al dogma del telaio a doppia trave in alluminio, mentre il progetto Desmosedici è iniziato con il traliccio in acciaio del periodo 2003-2008 (incluso quindi lo storico titolo di Stoner del 2007) per poi fare il ‘grande salto‘ con telaio e forcellone in fibra di carbonio nel 2009.
Al termine della stagione 2010 Stoner si trasferì alla Honda, dopo di che Ducati passò dal carbonio all’alluminio nel tentativo di risolvere i guai del suo ‘successore‘ Valentino Rossi. Dal 2012 Ducati utilizza un telaio in alluminio a doppia trave sulla falsariga dei prototipi del Sol Levante, anche se con il forcellone è ancora in fibra di carbonio. Questa configurazione è stata mantenuta sotto la guida di Gigi Dall’Igna, al timone di Ducati Corse dal 2014.
In riferimento alla stagione 2009 e alla sua opinione sul telaio in fibra di carbonio, Stoner ha spiegato:
“Quando avevamo il telaio in carbonio nel 2009, ero convinto di avere la moto migliore della griglia, ma purtroppo non sono stato in grado completare la stagione. Tuttavia, a mio parere, dal GP Catalunya in avanti, la moto era stata incredibile.”
“Quando poi sono tornato in Portogallo – fatta eccezione per il mio errore nell’ultima gara – avremmo potuto vincere tutte le gara successive. Era davvero impressionante, e questo era per via del telaio in carbonio. Il potenziale era molto alto, ma era difficile trovare la messa a punto della moto. Poi tutto è stato scartato dopo la mia partenza. Continuo a pensare che non sia stato sfruttata, c’era ancora un enorme potenziale da esplorare.”
Stoner ha poi vinto il suo secondo titolo mondiale della MotoGP nel 2011, su una Honda con telaio in alluminio, ritirandosi poi dalle competizioni a fine del 2012. In merito alle differenze dal punto di vista della ciclistica tra la sua Desmosedici del 2009 con telaio in carbonio e quella da lui guidata a Sepang, la GP15 dello scorso anno, Stoner ha risposto:
“Onestamente, è difficile fare confronti visto il passaggio da Bridgestone a Michelin, e dalle 800 alle 1000 cc. Le cose sono ovviamente progredite molto da allora, ma direi che deve esserci una buona ragione per cui abbiamo il forcellone in carbonio: ha un potenziale enorme”.
Ducati non vince una gara in MotoGP dal trionfo di Stoner a Phillip Island del 2010, con il telaio in fibra di carbonio, ma, in termini pratici, Stoner ha ammesso di ritenere il telaio in alluminio come la soluzione meno rischiosa e ‘più sicura‘ per la Ducati in vista della prossima stagione:
“Vogliamo un telaio che sia buono per tutta la stagione: l’alluminio fornisce quel pizzico di feedback in più ed è una base migliore per fare tutta un’intera stagione.”