MV Agusta Brutale 800 M.Y. 2016: primo contatto

Giovanni Castiglioni: "Brutale è per MV quello che GS è per BMW!" Abbiamo testato il M.Y. 2016, con un tocco di innovazione nella tecnica e con un design ancora più aggressivo e fascinoso.

MV Agusta Brutale 800 M.Y. 2016: primo contatto
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Emanuele Macaluso
Pubblicato il 27 gen 2016

Test di Gianluca Carboni

MV Agusta Brutale 800 M.Y. 2016 – “The all new Brutale 800”, questo è il titolo della cartella stampa della rinnovata naked di Schiranna, una moto tutta nuova, non evoluta, non migliorata ma riprogettata completamente. Migliorare qualcosa di ottimo è difficile, ma in MV ci sono riusciti!

Giovanni Castiglioni ha usato parole forti durante la conferenza stampa:

“Brutale è per MV, quello che GS è per BMW, ovvero un’icona! I numeri parlano chiaro: 15 anni di sviluppo, 30.000 unità prodotte, 5 volte “moto dell’anno” fanno di Brutale la MV più famosa e venduta nel mondo.”

Ma quali sono le principali novità? Innanzitutto è stata rivista nelle proporzioni e sono adesso presenti delle forme più scolpite proiettate verso l’avantreno. Il caratteristico proiettore ellissoidale vanta adesso la tecnologia full LED e, alle sue spalle, troviamo un serbatoio di forma trapezoidale con una capacità aumentata di 3 litri (16.5 lt il totale).

Al serbatoio si raccorda poi il telaio reggisella in lega leggera, mentre nella parte bassa laterale rimangono in bella mostra le tre “canne d’organo” che compongono lo scarico della nuova Brutale 800. Rinnovati anche le piastre pedane, i convogliatori e i supporti del

faro anteriore.

I dettagli inediti si traducono nella sella sdoppiata, nelle nuove maniglie passeggero a scomparsa, nel faro posteriore e negli indicatori di direzione a led. Rivisto anche il ponte di comando, dotato adesso di un nuovo manubrio, del comando idraulico della frizione, di un nuovo cruscotto e nuovi blocchetti elettrici.

Le novità riguardano ovviamente anche il propulsore, l’evoluto tre cilindri dotato di albero controrotante ed omologazione Euro 4, capace adesso di 116 Cv a 11.500 giri/min. Cavalli diminuiti ma coppia massima aumentata del 25%, con un risultato di ben 83 Nm a 7600 giri/min, con il 90% del valore disponibile già a 3800 giri/min.

Il M.Y. 2016 della Brutale 800 è l’unica della sua categoria dotata di cambio elettronico up&down EAS 2.0, affiancato dalla frizione a comando idraulico con sistema anti‐saltellamento. La potenza è gestita dal famoso sistema MVICS, con Full Ride By Wire multi mappa associato ad un Traction Cotrol settabile su 8 diversi livelli.

La nuova Brutale 800 è stata ovviamente rivista anche ciclisticamente. Il telaio vanta adesso un interasse più lungo di 20 mm (1.400 mm in totale), con un’avancorsa di 103.5 mm. All’anteriore è stata introdotta la forcella Marzocchi con steli rovesciati in alluminio da 43 mm, con escursione di 125 mm, mentre al posteriore troviamo un mono Sachs associato al classico forcellone monobraccio, anch’esso rivisto.

L’impianto frenante by Brembo vanta una coppia di dischi anteriori flottanti da 320 mm di diametro e pinze a quattro pistoncini, con pinza a doppio pistoncino e disco da 220 mm sul posteriore, il tutto associato al nuovo ABS Bosch 9 Plus. Come prima dotazione, i nuovi pneumatici sportivi Pirelli Diablo Rosso III.

Tre le colorazioni disponibili: nero metallizzato opaco/argento opaco, rosso/argento opaco, bianco ice perlato/grfite metallizzato opaco. Il prezzo base è di 12.680 euro.

Salendo in sella, noto subito due cose: il nuovo cockpit è veramente estremo e rastremato, anche se (secondo noi) non perfettamente chiaro e leggibile. I valori risultano essere molto piccoli e manca l’indicatore del livello del carburante. Poco visibili anche le varie spie dei servizi.

Ciò che risulta di grandi dimensioni è invece il pulsante Engine Map, che consente di gestire le quattro diverse mappature motore: Rain, Normal, Sport e Custom. All’accensione, il suono del tre pistoni è inconfondibile. Decido di partire con la mappa Rain per prendere confidenza con la moto in un tratto di strada abbastanza trafficato.

Lo stacco frizione, merito dell’idraulica, è molto morbido e la Brutale parte con dolcezza. Si apprezza subito una grandissima agilità, merito sopratutto della notevole propensione verso l’avantreno. Il sound è molto coinvolgente. In tangenziale, scopriamo subito come con un filo di gas la Brutale fili via a velocità da ritiro patente, accompagnata dalla bella sonorità meccanica e, ahimè, dalla quasi nulla protezione aerodinamica.

Passo alla mappa Normal, e la naked varesina diventa già più reattiva e più piena, diciamo che il tre cilindri mostra più verve ai regimi intermedi con una risposta più pronta e decisa alla rotazione della manopola destra. Il traffico si assottiglia, la strada inizia a diventare più curvilinea, e il dito cade immancabilmente ancora sul tasto ENGINE MAP, e quando vedo lampeggiare la scritta sport do il consenso

A questo punto, la Brutale entra in modalità “Chiedi e ti sarà dato”. Basta ruotare la manopola del gas per scatenare un latrato proveniente dall’aspirazione che sembra volerti tirare i pantaloni all’interno dell’airbox. E poi c’è lo scarico delle tre canne mozze. Un risultato sonoro eccezionale. Ma veniamo alle doti di guida.

Le curve diventano sempre più ampie, veloci, aperte, senza traffico, con un asfalto perfetto e spesso con un leggero banking. Il cambio elettronico consente cambiate velocissime, simili a fucilate che stimolano la voglia di far su e giù con la punta del piede sinistro, anche se la leva ha bisogno di essere azionata con decisione.

Il motore spinge davvero molto in basso, ma manca un po’ di grinta nell’allungo, specie nella marce più alte. Notevole l’accelerazione, specialmente su strade ricche di tornanti e brevi rettilinei. L’anteriore va dentro alla velocità che vuoi tu e sta li, fermo, piantato in tipico stile MV. A centro curva la moto è molto stabile e si rialza con decisione per buttarsi poi subito dentro la curva successiva. Tutto ciò è merito anche di un perfetto connubio con le nuove Pirelli Diablo Rosso III.

In uscita di curva, la trazione è sempre tanta, con il TC che lavora davvero poco anche in posizione 4 (con la quale siamo partiti), ma in compenso dobbiamo “lavorare” molto noi per non guardare sempre il cielo ad ogni apertura di gas decisa. La frenata è consistente e molto pronta, con una leva sempre solida che non ci ha mai dato segni affaticamento anche in un lungo tratto veloce in discesa.

La frizione antisaltellamento lavora bene e ci “consegna” sempre una risposta pulita in ingresso di curva, mentre in uscita rimane sempre un leggerissimo on-off. Molto rigide, se vogliamo parlare di comfort, le sospensioni (specie sul posteriore). La Brutale non è fatta per andare piano o per passeggiare, specialmente nelle strade dove il manto stradale è particolarmente dissestato.

La sua posizione di guida, molto caricata sull’anteriore, ci da sempre la sensazione di massimo controllo, ma dopo circa 50 km ad andatura abbastanza sostenuta, le braccia risentono di un lieve affaticamento, un “difetto” che viene però ricambiato con un gusto di guida senza eguali.

Tornando ad un’andatura più tranquilla, setto nuovamente la mappa Normal apprezzando la grande coppia del tre cilindri, che gira sempre in maniera rotonda e ineccepibile, senza strappi particolari.

Lle uniche cose che non ci hanno del tutto convinto sono l’allungo del motore (non proprio aggressivo), la totale assenza di protezione aerodinamica alle alte velocità (ma questo era normale e ben prevedibile) ed una durezza complessiva del settaggio sospensioni che, complice anche una posizione molto caricata sull’anteriore, tende ad affaticare abbastanza.

Per il resto, è inutile negare quanto questa moto sia affascinante e capace in un contesto extra-urbano. I lunghi serpenti d’asfalto sono il suo habitat ideale, è innata la sua sportività, ancor più rimarcata su questo M.Y. 2016. Anche se con qualche cavallo in meno, la coppia erogata è sufficiente a far salire l’adrenalina fino a livelli proibitivi.

Nella pagina successiva, le caratteristiche tecniche

MV Agusta Brutale 800 M.Y. 2016: le caratteristiche tecniche

MOTORE

Tipo Tre cilindri, 4 tempi, 12 valvole

Distribuzione Doppio albero a camme in testa;

Cilindrata totale 798 cm3

Rapporto di compressione 12,3:1

Avviamento Elettrico

Alesaggio per corsa 79 mm x 54,3 mm

Potenza max. a giri/min (all’albero)** 86,5 kW (116 CV) a 11.500 giri/min

Coppia massima giri/min 83 Nm (8,46 kgm) a 7.600 giri/min

Raffreddamento A liquido e olio con con radiatori separati

Accensione – Iniezione Sistema integrato di accensione-iniezione MVICS (Motor & Vehicle Integrated Control System) con tre iniettori.

Centralina di controllo motore Eldor EM2.0;

corpo farfallato full drive by wire Mikuni;

bobine pencil-coil. Controllo di coppia con 4 mappe,

Traction Control ad 8 livelli di intervento

Sistema cambio elettronico MV EAS 2.0 (Electronically Assisted Shift up & down)

Frizione Multidisco in bagno d’olio a comando idraulico con dispositivo meccanico antisaltellamento

Cambio velocità Estraibile a sei velocità con ingranaggi sempre in presa

Rapporto finale di trasmissione 16/41

IMPIANTO ELETTRICO

Tensione impianto 12 V

Alternatore 350 W a 5000 giri/min

Batteria 12 V – 8,6 Ah

DIMENSIONI E PESO

Interasse 1400 mm

Lunghezza totale 2045 mm

Larghezza max. 875 mm

Altezza sella 830 mm

Altezza min. da terra 135 mm

Avancorsa 103,5 mm

Peso a secco 175 kg

Capacità serbatoio carburante 16,5 l

PRESTAZIONI

Velocità max.* 237,0 km/h

TELAIO

Tipo Tubolare a traliccio in acciaio ALS

Materiale piastre fulcro forcellone Lega di alluminio

SOSPENSIONE ANTERIORE

Tipo Forcella Marzocchi oleodinamica a steli rovesciati con sistema di regolazione esterno e separato del freno in estensione, in compressione e del precarico molla Ø Steli 43 mm

Corsa sull’asse gambe 125 mm

SOSPENSIONE POSTERIORE

Tipo Progressiva, monoammortizzatore Sachs regolabile in estensione, in compressione e nel precarico molla

Materiale forcellone oscillante monobraccio Lega di alluminio

Corsa ruota 124 mm

FRENI

Anteriore A doppio disco flottante (Ø 320 mm) con fascia frenante e flangia in acciaio

Pinza freno anteriore Radiale Brembo a 4 pistoncini (Ø 32 mm)

Posteriore A disco in acciaio (Ø 220 mm)

Pinza freno posteriore Brembo a 2 pistoncini (Ø 34 mm)

Sistema ABS Bosch 9 PLUS con RLM (Rear wheel Lift-up Mitigation)

CERCHI

Anteriore: Materiale / dimensioni Lega di alluminio 3,50 ” x 17 ”

Posteriore: Materiale / dimensioni Lega di alluminio 5,50 ” x 17 ”

PNEUMATICI

Anteriore 120/70 – ZR 17 M/C (58 W)

Posteriore 180/55 – ZR 17 M/C (73 W)

CARROZZERIA

Materiali Termoplastici

EMISSIONI

Consumo carburante combinato 5,6 l/100 km

Emissioni di CO2 128 g/km

Norma ambientale Euro 4

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