B-Rocket Bonneville Adventure

Molti customizer con pruriti velocistici sognano prima o poi di portare la propria creatura a due o quattro ruote sulle Salt Flats del lago di Bonneville nello Utah. È stato così anche per Bruno Belamich, che non è un costruttore di moto ma il direttore creativo del marchio Bell & Ross: ha sognato una moto da velocità per correre sulla pista dei record del celebre lago salato americano.

B-Rocket Bonneville Adventure
L R
Lorenzo Rinaldi
Pubblicato il 16 ott 2014

È nata così la B-Rocket, di cui vi abbiamo già parlato qualche mese fa. Una macchina inedita che, con le sue linee, rendesse omaggio all’aviazione americana degli anni Cinquanta e Sessanta e ispirasse un nuovo orologio per il brand.

Come sottolinea Bruno Belamich:

“Orologeria e aeronautica sono due universi strettamente legati. L’orologio d’aviazione è nato con la navigazione aerea e si è evoluto con la strumentazione aeronautica. Il periodo leggendario è stato quello in cui gli ingegneri americani si sono lanciati alla conquista della velocità supersonica e dello spazio. A quell’epoca, le ricerche aerodinamiche, le prestazioni dei reattori e il controllo della velocità costituivano sfide gloriose ma pericolose per i piloti. È proprio allora che i record di velocità al suolo raggiungono livelli fenomenali. Desideravo esplorare questa storia in modo diverso e ho quindi avuto l’idea di costruire una moto per ritrovare lo spirito dell’epoca e la magia di questo luogo leggendario. La B-Rocket mi ha ispirato due orologi complementari per dimensioni e funzioni: il cronografo BR-01 e il suo fratello più piccolo BR-03 B-Rocket”.

Dopo la positiva esperienza della Nascafe Racer, che ha inaugurato il rapporto di collaborazione con Shaw Speed & Custom, concessionaria ufficiale Harley-Davidson in Inghilterra nota per i suoi molteplici lavori di customizzazione, Bell & Ross ha chiesto agli inglesi di costruire una moto da velocità destinata a correre sulle piste di Bonneville. Bruno Belamich ha quindi disegnato una goccia d’acqua. Bella idea per una moto che deve correre nel deserto di sale…

Un tratto di matita che sembra incredibilmente semplice per disegnare i contorni di una moto unica, dal profilo aerodinamico che evoca alla perfezione il favoloso universo dell’aviazione americana degli anni 50 e 60. Bruno precisa:

“Ho immaginato la moto, ma sono gli artigiani di Shaw che l’hanno costruita. Abbiamo lavorato insieme al progetto di questo prototipo. È fantastico veder nascere questo tipo di creazione, realizzare concretamente ciò che era stato immaginato sulla carta. È questo che ha reso questa appassionante esperienza iniziata da un sogno, una bella avventura umana e tecnica”.

Intanto sull’altra riva della Manica, Steve C. Willis, responsabile del Custom Shop presso la concessionaria H-D dell’East Sussex aperta da John Shaw, racconta:

“Bruno si è fidato di noi. Come progettista sa che occorre lasciare spazio di manovra alle persone che realizzano un progetto. Abbiamo comunicato continuamente per mail e ci siamo incontrati più volte. Il progetto era molto preciso, disegnato a partire da quello che avevamo immaginato, nello stile delle moto da recorde e occorreva attenersi a questo spirito. È quel che amiamo fare e che realizziamo per la maggior parte dei nostri clienti. È uno scambio di idee e di conoscenze”.

La B-Rocket è stata presentata per la prima volta agli appassionati di motori a fine gennaio in occasione del 29° Festival Internazionale dell’Automobile di Parigi e subito dopo anche agli estimatori dell’arte dell’orologeria, durante il Salone Baselworld, prima di iniziare il suo giro del mondo attraversando l’Atlantico per posare infine le ruote sulle piste del lago salato, a Bonneville, dove è stato anche girato un filmato nel mese di giugno. Questa avventura merita di essere seguita, non solo nel video.

La bella notizia è che anche noi tra qualche giorno la vedremo dal vivo e in quell’occasione cercheremo di scoprire un po’ tutte le curiosità, anche tecniche di questo streamliner spinto da un motore H-D Twin Cam 96 da 1.584 cc con coperchi bilancieri teste Knuckle Style, che a dire il vero riportano indietro nel tempo fino alla fine degli anni Quaranta, quando il vero motore Knucklehead venne sostituito dal Panhead. Un “falso storico” voluto, visto che per molto tempo il “teste a nocche” ha continuato a essere usato per progetti chopper e custom ma anche nelle competizioni, ben oltre la data del suo pensionamento, avvenuta nel 1948.

I protagonisti di questa avventura ci tengono a precisare che la B-Rocket non è nata per battere i record di velocità, come da tradizione del lago salato di Bonneville, dove ogni anno si svolge infatti nel mese di agosto la celebre Speed Week. L’edizione di quest’anno, che avrebbe dovuto svolgersi dal 9 al 15, è stata annullata a causa degli allagamenti che hanno reso impraticabile la “pista”, ma per fortuna i protagonisti dell’avventura con la B-Rocket hanno giocato d’anticipo e sono riusciti a regalare splendide immagini dell’impresa. E non è neppure escluso che un giorno il binomio Bell & Ross e Shaw & Speed debutti davvero ufficialmente alla Speed Week, almeno a giudicare dalle dichiarazioni di chi ha provato la B-Rocket nel suo habitat naturale.

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